Comune di Gatteo (FC)

26 ottobre 2010

Un delfino come scuola: i laboratori di progettazione partecipata

L'Associazione Camina si rivolge da diversi anni a Comuni, Province e Regioni al fine di proporre risposte innovative nelle prassi amministrative e  nei processi di formazione di culture e comportamenti nuovi nelle politiche urbanistiche con particolare attenzione alla promozione di cittadinanza attiva e metodologie partecipative. A Gatteo Camina ha messo in atto alcuni laboratori nelle scuole primarie di cui è possibile oggi analizzare le esperienze e i risultati.

I laboratori di progettazione partecipata

Con il coinvolgimento di Camina l’Amministrazione Comunale di Gatteo ha coinvolto i bambini e la Consulta di Frazione di Gatteo a Mare nel percorso che l’ha portata a scegliere l’area in cui dovrà essere edificato il nuovo plesso scolastico che ospiterà la scuola d’infanzia e la scuola primaria di Gatteo a Mare. Un lungo laboratorio in cui ci si è confrontati con un contesto tutt’altro che ideale: l’assenza di qualità ed attrattiva tanto del paesaggio quanto dell’edificato intorno, la pericolosità del traffico veicolare, la lontananza dal centro cittadino.

Un delfino come scuola

Nel 2007-2008 sono stati realizzati i primi laboratori condotti con la Consulta di Frazione di Gatteo a Mare e con due classi della scuola dell’infanzia Pinocchio e della scuola primaria Collodi, volti ad individuare il sito più adatto ad ospitare la nuova scuola. La scelta dei bambini è ricaduta in larga parte sull’arte posta all'interno del comparto urbanistico D9 a monte della nuova Strada Statale Adriatica: più grande e vicina alla campagna, l’area ha grandi potenzialità, a patto di riuscire a proteggerla dal rumore e dall’inquinamento. I laboratori di progettazione partecipata sono ripresi nel 2009-2010 ed hanno coinvolto tutti i bambini della scuola primaria Collodi e la sezione 3-5 anni della scuola dell’infanzia Pinocchio.

La metodologia utilizzata

Per realizzare i propri laboratori di progettazione partecipata Camina utilizza una metodologia che mira a scardinare stereotipi ed idee preconcette che i bambini introiettano nel mondo degli adulti, per far emergere i loro pensieri più profondi, andando a scavare nel loro immaginario.
La scommessa  è quella di dar vita a una “formazione sociale” del gruppo di progettazione, attraverso le “buone pratiche” dell’analisi critica e dell’ascolto attivo. Il confronto tra le soluzioni immaginate dai singoli bambini permette di evidenziare potenzialità e criticità delle soluzioni elaborate, primo passo per individuare una proposta condivisa. Questo è quanto avviene in un vero processo democratico in cui “la scelta” non è semplicemente la somma delle proposte individuali, né la più votata, ma costituisce un passo in avanti in cui è il gruppo che mette in evidenza la propria individualità rispetto ai singoli componenti.

Gli spazi della nuova scuola

La “nostalgia del mare” è stato il tema centrale emerso fin dai primissimi laboratori: il mare connota la quotidiana esperienza dell’essere a scuola e, ancor più, rappresenta l’identità di ambienti urbani come quelli di Gatteo e San Mauro. Si è scelta la forma del delfino, spinti dalla volontà di recuperare l’identità di Gatteo, il legame con il mare. La coda del delfino segna l’ingresso a scuola e, attraverso la linea curva, abbraccia quanti entrano. Al suo interno c’è un vero e proprio spazio pre-scuola. Gli alunni di Gatteo hanno scelto forme dell’architettura moderna, mentre  il colore caratterizza lo spazio delle aule scolastiche e degli arredi, come risposta alle tonalità indefinite di gran parte dell’edilizia scolastica, rese ancor più tristi dalle luci al neon. Secondo i bambini le aule dovrebbero invece essere più luminose, con lampadari e punti luce su ogni banco, o, addirittura, vetri fotocromatici per favorire il controllo di irraggiamento solare e temperatura. Ogni cosa dovrebbe essere personalizzata o personalizzabile, ogni aula diversa dall’altra, con banchi e sedie senza spigoli, inclinabili, regolabili e dotati di ruote per spostarli e di calamite per unirsi all’occorrenza. La fantasia si sbizzarrisce quando si parla di giardino, perché il legame con la natura è ancora presente a livello inconscio e si nutre della libertà che i bambini sperimentano nel giardino di casa, in campagna dai nonni o al mare. Così, se un piccolo parco giochi è comunque previsto vicino all’edificio, perché “lo scivolo è un classico che piace a tutti”, lo spazio più grande dovrebbe essere dedicato ai giochi liberi, e quindi ospitare alberi, arbusti e prati per correre. Nel verde trovano spazio anche una biblioteca-serra e una torre di avvistamento dove dare libero sfogo alla fantasia, ma i bambini prevedono anche soluzioni più concrete quali la presenza di un recinto di colline alberate per schermare rumori ed inquinamento e una mensa seminterrata con tanto di oblò.

La parola a Tiziano Gasperoni, sindaco di Gatteo

“E’ pur vero che progettare con i bambini è un modo per arricchire il mondo degli adulti, ma è altrettanto vero che non sempre gli adulti/elettori sono pronti ad accettare un tale dono. Nel nostro caso non si tratta solo di pensare una nuova scuola, ma di pensare complessivamente ad un luogo diverso dalla sede attuale. Il dibattito è stato acceso e molto partecipato e per questo si può dire che il primo obiettivo del’Amministrazione Comunale è stato raggiunto. Il secondo, non meno importante, consiste nel riuscire a trasportare il massimo delle idee scaturite dal lavoro dei ragazzi nella realizzazione materiale della scuola. Siamo sicuri di sapere affrontare anche questa strada di progettazione partecipata nella maniera più approfondita, forti anche dell’esperienza che la collaborazione con Camina ci ha insegnato”.

(dall’articolo di Gea Maria Anzivino comparso su “Caminanews” n. 1 sett. 2010)